Continuiamo a esserci!

settembre 28, 2011

Ciao a tutti!

Sebbene il blog non sia molto aggiornato, i vostri rappresentanti continuano a impegnarsi per gli studenti… Alcuni si sono laureati; altri stanno per farlo… : gli organi dell’Ateneo hanno rimandato le elezioni che si dovevano tenere non più tardi di questa primavera e il numero di rappresentanti residui è sempre più piccolo. Per fortuna il Sindacato degli Studenti non è composto solo da rappresentanti, ma anche da semplici studenti. Fra tutti cerchiamo di essere sempre ricettivi e in prima linea nel difendere i diritti di ogni studente.

Ultimamente potete trovarci più spesso sulla nostra pagina Facebook.

Per ogni suggerimento o richiesta, se avete voglia di darci una mano o fare quattro chiacchere di persona, scrivete a lettere@sindacatodeglistudenti.org

Aiutaci a rappresentarti! Fa’ sentire la tua voce!

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Con i ricercatori contro il disegno di legge Gelmini

maggio 27, 2010

Nell’ultimo Consiglio di Facoltà del 12 maggio è stato approvata anche col nostro voto favorevole una mozione che esprime piena opposizione al progetto di legge di riordino dell’università attualmente all’esame del Parlamento, chiedendo che il Senato Accademico condivida tale contrarietà e che il Magnifico Rettore se ne faccia portavoce presso la CRUI.

La miopia di politiche che non riconoscono l’importanza dell’investire in formazione, cultura e ricerca rischia di portare l’Italia ad essere un paese senza una struttura che possa reggere i momenti di crisi.

In particolare si rileva che la scarsità delle risorse costringe ogni facoltà a utilizzare ampiamente il contributo dei ricercatori nell’attività didattica, senza che questo sia né previsto dal loro ruolo né riconosciuto economicamente. Inoltre la soppressione del ruolo stabile del ricercatore e la precarizzazione della ricerca nella parte iniziale della carriera rischia di scoraggiare i più capaci a intraprendere questa strada.

I ricercatori, che nella nostra facoltà tengono 144 corsi su circa 500, hanno manifestato l’intenzione di astenersi dall’attività didattica, non obbligatoria per legge. Senza l’assunzione di questi compiti aggiuntivi sarebbe di fatto impossibile garantire il normale svolgimento dell’anno accademico.

Noi del Sindacato degli Studenti esprimiamo ancora assoluta contrarietà al disegno di legge, perchè ha il fine effettivo di smantellare l’indipendenza e la qualità dell’università pubblica in ogni suo aspetto attaccando anche il diritto allo studio. Riteniamo che l’opposizione debba essere compatta e decisa da parte di tutte lecomponenti dell’università. Nonostante nell’immediato l’assenza dei corsi possa portare disagi anche consistenti agli studenti, noi siamo solidali con questa forma di protesta, che per essere efficace deve essere chiara e decisa; siamo favorevoli ad estendere l’invito ai docenti associati e ordinari a non raccogliere gli incarichi lasciati vacanti dai ricercatori.


Vogliono soldi e lo chiamano merito

marzo 30, 2010

Oggi, nonostante le condizioni climatiche incerte, abbiamo tenuto nel cortile Calfura al Maldura una partecipata assemblea studentesca sulla questione del metodo bonus-malus che l’università vorrebbe applicare al conteggio delle tasse che gli studenti pagano.

Con il nostro rappresentante in CdA Marco Maggioni si è discusso delle proposte alternative che veramente aiuterebbero a evidenziare il merito degli studenti, dell’assenza dell’incisività della valutazione della didattica da parte degli studenti, delle difficoltà oggettive degli studenti, che barcamenandosi tra necessità di mantenimento e disorganizzazione dei corsi (presenti molti studenti di lingue particolarmente colpiti sotto questo aspetto), riescono comunque a formarsi e dovrebbero rappresentare comunque un successo e un arricchimento per tutta la società.

I fuori corso di professione, quelli decennali, se già possono permettersi di pagare le tasse per così tanto tempo, non verrano colpiti particolarmente – il loro numero inoltre è esiguo rispetto ai “fuori corso per poco”, che invece ricadrebbero nella fascia malus, e che si dovrebbero accollare il costo di quello che in verità è l’effetto dei tagli del governo. Il 30% degli studenti di Padova pagherebbe fino a 200 euro di tasse in più l’anno prossimo, e indipendentemente dalla condizione economica (ISEE).

Se un terzo degli studenti è veramente non meritevole, non è il caso che le strutture dell’università facciano un po’ di autocritica?

E cosa toglie allo studente meritevole il compagno che ha appena la media più bassa di lui o che ha per motivi ad esempio di lavoro qualche esame indietro?

Cosa porta invece in termini di valorizzazione del merito agli studenti eccelenti una mancetta prelevata dalle tasche del collega?

Parte da Lettere e dalle assemblee organizzate per domani dal Sindacato degli Studenti quella che speriamo sia una presa di coscienza da parte degli studenti e una protesta trasversale contro questo provvedimento.

Non siamo uno spreco!!!

l'inizio dell'assemblea


Lettere c’è. L’assemblea di facoltà di oggi

novembre 11, 2009

L’aula Calfura 1 piena, una trentina di ragazzi in Calfura 2. Forse non molti, ma insomma è un inizio. Forse un modo per riuscire finalmente a trovare delle proposte concrete di opposizione. L’assemblea della Facoltà di Lettere e Filosofia, svoltasi oggi, mercoledì 11 novembre al Maldura ha espresso le preoccupazioni e le problematiche relative al nuovo disegno di legge Gelmini.

Innanzitutto, come è  stato sintetizzato da alcuni rappresentanti degli studenti, il disegno propone una novità, cioè la distinzione netta di funzioni tra Senato e Consiglio d’Amministrazione: il primo organo accademico, il secondo di alta amministrazione e programmazione.
Il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il CdA ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate. Nella scelta della composizione del Consiglio di Amministrazione, a parte il taglio del numero a 11 membri, principalmente ciò che preoccupa è quel “40%minimo” di presenza di esterni, ovvero di individui che non fanno parte dell’università, e in più la diminuzione anche della rappresentanza studentesca.

Si è fatto inoltre risalto sul problema dei finanziamenti, ovvero si sono ricordati i pesanti tagli al FFO già previsti con i precedenti provvedimenti del governo, mancanze che fanno prevedere l’unica salvezza da parte di capitali privati, dunque di fondazioni che perseguono il proprio interesse e non certo quello pubblico.

Riguardo alla sovvenzione comunque verso gli “studenti migliori” ci si pone una domanda sul criterio come questi debbano essere scelti e da chi, la questione infatti del merito non viene delineata in modo preciso. Altra opzione introdotta, secondo il modello anglosassone, è quella dei “prestiti d’onore” erogati  ai singoli studenti, costretti quindi ad indebitarsi per il resto dei loro giorni pur di poter permettersi un’istruzione…e che genere d’istruzione? Questo è uno dei temi più controversi, quale didattica sarà possibile condurre in un’università che si regge sulla gestione in mano ai privati?

Durante l’assemblea oltre ad alcuni studenti, sono intervenuti anche due docenti. Paola Mura, docente di Filologia germanica, ha posto l’accento sull’aspetto del precariato dei ricercatori.

Con il nuovo DDL verrebbe in sostanza eliminata la cosiddetta “terza fascia”, ovvero quella di ricercatori con docenza, gradino che permette a questi, di poter accedere finalmente alla possibilità di insegnamento all’interno dell’Università, e dunque al termine del percorso precario. Importante poi il punto, non solo sulla questione ricerca, ma prima di tutto della didattica, che è requisito fondante e indispensabile alla formazione di una generazione futura di ricercatori.

Nell’intervento del Prof. Brandalise, questi ha ricordato come tagli e riforme nel sistema universitario e della ricerca siano subordinati alla volontà di evitare “ulteriore onore per la spesa pubblica”.

Stiamo assistendo ad un disfacimento del sistema universitario, e ciò avviene da molto tempo, da troppo tempo forse. Il problema ora è davvero, come riuscire a contrastare questa demolizione, quali sono davvero le azioni concrete che permetterebbero di cambiare questa tragica situazione.

Io credo, iniziare intanto con un programma di informazione reale, per smantellare la retorica dei tanti che perfino su giornali come Repubblica incoraggiano il DDL Gelmini, e poi organizzarsi, per ideare insieme e coscientemente delle proposte alternative.

Nicole Braida, rappresentante in CdF a Lettere e Filosofia

Il Sindacato degli Studenti ricorda l’appuntamento della riunione operativa:

LUNEDI’ ORE 17.00 IN AULA VETRINA.

Concretizzeremo il nostro dissenso con la formazione di gruppi di lavoro su proposte d’azione: più sono, meglio è. Stileremo alcuni punti metodologici e d’intenti per prepararci all’assemblea d’ateneo di martedì alle 11.00 al Bo.


Chiusura di GPT

novembre 9, 2009

Il senato accademico ha deciso di confermare la chiusura di geografia dei processi territoriali e di respingere la richiesta di riapertura presentata dalla Facoltà di Lettere e sostenuta dal Consiglio degli Studenti.

Il Senato ha votato la ratifica del decreto rettorale che chiudeva il corso di geografia. Il provvedimento ha visto contrari alla chiusura solo quattro rappresentanti degli studenti: Maria Consarino (Sindacato degli Studenti), Mattia Gusella (Studenti per), Andrea Scuttari (Ateneo Studenti) e Tommaso Cirillo (Studenti in movimento). Mattia Ardenghi (L’ora del merito) si è invece astenuto.

Su Uscita di Sicurezza ulteriori approfondimenti.

Ci resta un sapore amaro in bocca.

 


Assemblea di Facoltà

novembre 9, 2009

Mercoledì 11 novembre alle ore 12.30 Assemblea di Facoltà in Calfura 1 al Maldura.

Parleremo del disegno di legge Gelmini sull’università. Parleremo del nostro (incerto) futuro. Ci ascoltereremo.

Venite in tanti.

 


Segnaliamo

novembre 6, 2009

Su Uscita di Sicurezza un resoconto delle vicende di Geografia dei Processi Territoriali.