Oggi, nonostante le condizioni climatiche incerte, abbiamo tenuto nel cortile Calfura al Maldura una partecipata assemblea studentesca sulla questione del metodo bonus-malus che l’università vorrebbe applicare al conteggio delle tasse che gli studenti pagano.
Con il nostro rappresentante in CdA Marco Maggioni si è discusso delle proposte alternative che veramente aiuterebbero a evidenziare il merito degli studenti, dell’assenza dell’incisività della valutazione della didattica da parte degli studenti, delle difficoltà oggettive degli studenti, che barcamenandosi tra necessità di mantenimento e disorganizzazione dei corsi (presenti molti studenti di lingue particolarmente colpiti sotto questo aspetto), riescono comunque a formarsi e dovrebbero rappresentare comunque un successo e un arricchimento per tutta la società.
I fuori corso di professione, quelli decennali, se già possono permettersi di pagare le tasse per così tanto tempo, non verrano colpiti particolarmente – il loro numero inoltre è esiguo rispetto ai “fuori corso per poco”, che invece ricadrebbero nella fascia malus, e che si dovrebbero accollare il costo di quello che in verità è l’effetto dei tagli del governo. Il 30% degli studenti di Padova pagherebbe fino a 200 euro di tasse in più l’anno prossimo, e indipendentemente dalla condizione economica (ISEE).
Se un terzo degli studenti è veramente non meritevole, non è il caso che le strutture dell’università facciano un po’ di autocritica?
E cosa toglie allo studente meritevole il compagno che ha appena la media più bassa di lui o che ha per motivi ad esempio di lavoro qualche esame indietro?
Cosa porta invece in termini di valorizzazione del merito agli studenti eccelenti una mancetta prelevata dalle tasche del collega?
Parte da Lettere e dalle assemblee organizzate per domani dal Sindacato degli Studenti quella che speriamo sia una presa di coscienza da parte degli studenti e una protesta trasversale contro questo provvedimento.
Non siamo uno spreco!!!
